APPLAUDITA LA NUOVA EDIZIONE DEL CIRCOLO BOHEMIEN

IMG_3858

CIRCOLO BOHEMIEN 12 NOVEMBRE 2017

A cura di Giusy Pagano

Foto a cura di G.P.

2303500173_8f44c3268b_b

 

IL VIDEO

Ha preso il via ieri sera, con grandi consensi di pubblico, l’Edizione 2017-2018 del Circolo Bohemien, realtà che nasce come vetrina della rivista on line  e cartacea Nuove Edizioni Bohemien ed in seno all’omonima Associazione d’Arte e Cultura.

Come di consueto, il direttore della rivista, Maria Cristina Torrisi, ha ricordato che il nome della testata lo si deve al termine francese “bohémien”, usato per la prima volta nel XIX secolo, per descrivere lo stile di vita non convenzionale di artisti, scrittori, musicisti e attori marginalizzati e impoveriti delle maggiori città europee”.

“Parliamo ovviamente non di stile di vita disordinata – ha detto la Torrisi -. Abbiamo solo voluto dare vita ad una utopistica comunità di artisti per omaggiarne l’ideale di libertà nel comunicare ogni forma d’Arte. Adesso, oltre agli impegni con il Circolo, puntiamo all’Edizione speciale dell’Unicum che uscirà a dicembre. La rivista annovera liberi professionisti che scrivono per diletto, ed è grazie a loro che riusciamo a portare avanti questa scommessa che ci tiene uniti e ci appassiona”.

IMG_3946

 

IMG_3947

Nell’ambito del nuovo appuntamento con il Circolo, che è tornato nella sua sede originariagli ospiti d’eccezione sono stati il duo Arabesque formato dal musicista Domenico Giovanni Famà, chitarrista classico, compositore, direttore artistico dell’Associazione Culturale Promethéus e docente di chitarra presso il Liceo Musicale “Turrisi Colonna” di Catania, e dalla cantante Giulia Mazzara, soprano lirico, apprezzata per la sua vocalità che unisce una voce potente ad un’emissione delicata sia nel repertorio lirico che in quello sinfonico e sacro.

Insieme hanno dato prova della loro maestria e professionalità emozionando i presenti con i brani eseguiti: musiche di Henry Purcell, Franz Schubert, Heitor Villa Lobos, Nick Gianopoulos.

Altri ospiti la padrona di casa, Alba Maria Massimino, che ha esposto i suoi “volti di donna” che invitano l’osservatore a fare un tuffo dentro un viaggio d’introspezione, e l’interior designer Rosario Emanuele Palermo, il quale, oltre ad occuparsi dell’arredo degli interni, si occupa di art acrylic, attraverso la realizzazione di opere che contribuiscono ad arredare secondo un suo personale stile che punta a rendere accoglienti e vivibili i contesti dove abitare.

IMG_3913

IMG_3974

IMG_3897

Così come si legge nella recensione di Maria Cristina Torrisi, “nelle tele e nelle tavole, il colore – circoscritto entro uno spazio – crea relazione tra figure geometriche connesse tra loro in un circuito che rispecchia fedelmente l’arte dell’interior designer. I quadri d’arredo diventano in tal modo un tutt’uno con l’ambiente circostante e accompagnano dentro un percorso che rispecchia, in tal caso, la planimetria di un appartamento, non senza fare piacevolmente pensare anche ad un Urban City o ad un circuito elettrico, nel suo chiuso percorso in cui circola corrente elettrica”.

Lui ha scelto di chiamarsi in arte Makeba per rendere omaggio a Miriam Makeba, anche nota come Mama Africa, cantante sudafricana di Jazz e world music. Nata a Johannesburg il 4 marzo del 1932 e morta a Castel Volturno il 9 novembre 2008 è nota per il suo impegno politico contro il regime dell’apartheid e per essere stata delegata alle Nazioni Unite. Makeba sposa la sua causa ed i colori d’Africa.