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La posta del cuore

Rivista > 1-2012





LA POSTA DEL CUORE: le storie...

“Si attribuisce al dolore una valenza negativa ed è per questo che stiamo tanto male. In realtà ogni esperienza negativa ci serve a correggere la nostra rotta nell’oceano della vita e guardandola a posteriori si possono cogliere le sfumature più sottili che contengono le risposte a tutti i perché. Ci si ritrova più forti e capaci di affrontare le difficoltà e di accettare le cose belle che ogni giorno incontriamo sul nostro cammino.”

di Gigliola Guberti -


Sono una ragazza di 35 anni e sono fidanzata da quattro con un uomo di qualche anno più grande di me e per cui provo molto affetto. Abbiamo avuto un rapporto sereno e una buona intesa, anche se il mio carattere è molto differente dal suo e anche i nostri interessi non sempre collimano. Ultimamente il suo lavoro lo ha portato all’estero e io rimango sola per settimane. Durante la sua assenza, uscendo con i colleghi di lavoro, ho incontrato un mio coetaneo, amico di infanzia di una mia collega, col quale è nata da subito una forte simpatia . Ci siamo sentiti telefonicamente all’inizio in modo saltuario e poi più assiduamente e in seguito ci siamo incontrati per un cinema o una pizza. A questo punto della storia mi sono accorta di essermi innamorata di lui. Pur amando il mio fidanzato nel mio cuore e nella mia mente si è fatto strada questo sentimento, questa emozione sconvolgente. Mi sento molto confusa, non so cosa fare e spesso non riesco nemmeno a dormire nel tentativo di trovare una soluzione e una risposta. La domanda che mi faccio è se sia possibile amare due persone contemporaneamente.


Da quello che posso capire nella breve descrizione della storia del vostro fidanzamento, colgo la sensazione che sia un rapporto un po’ scontato e basato sulla consuetudine di incontrarsi e frequentarsi in modo più o meno regolare. Nel momento in cui il tuo fidanzato si è allontanato per motivi di lavoro tu, probabilmente, hai sentito la sua mancanza e per riempire il vuoto hai cercato la compagnia di altre persone e in particolar modo di un altro uomo. In tutto questo non c’è nulla di male né di strano. Quello che vorrei sottolineare è che innamoramento e l’amore sono due emozioni molto diverse. L’amore è un sentimento profondo e universale che va al di là dei pregi e dei difetti dell’altro. L’innamoramento porta spesso all’idealizzazione dell’altra persona che ci appare perfetta sotto ogni aspetto e a volte così simile a noi da sembrarci la nostra stessa immagine speculare. Il primo è duraturo il secondo è caduco. L’innamoramento si può trasformare in amore e forse è quello che è successo col tuo fidanzato. Chiediti quale dei due sentimenti valga la pena di assecondare e se il sentimento nei confronti del tuo collega non sia una semplice suggestione o determinato dalla paura della solitudine.

Sono separata da un anno dopo un matrimonio durato 15 anni. Non sono stata felice e la separazione era l’unica conclusione possibile. Mio marito era un uomo molto autoritario e non mi permetteva di essere spontanea. Era sempre ipercritico nei miei confronti e non gli andava bene nessuna delle iniziative che prendevo autonomamente. Gli sono rimasta vicino solo per i miei figli, per evitare loro il trauma della separazione nei primi anni della loro vita. Non so sia stato un bene o un male perché anche loro hanno comunque sofferto intuendo il mio disagio per la situazione in cui mi costringevo a vivere. Nonostante i percorsi diversi che mio marito e io abbiamo imboccato in questo anno di allontanamento e le rare occasioni in cui ci siamo visti per discutere dei problemi riguardanti i figli , la sofferenza è stata mia compagna quotidiana. Mi sveglio la mattina e ho voglia di piangere così come quando vado a letto la sera. Mi chiedo il perché di tutto questo dolore.

Il tuo matrimonio è durato parecchi anni e suppongo che abbiate avuto anche un periodo di fidanzamento più o meno lungo. È chiaro che tu viva il dolore del distacco e ogni persona ha i suoi tempi per “elaborare il lutto” perché è di questo che si tratta, di far cicatrizzare le ferite. Non vedere il dolore come qualcosa di anormale, di sbagliato, fa parte anch’esso della vita come la gioia , la rabbia e qualsiasi altra emozione sia positiva che negativa. Ti faccio con un esempio che spero possa esserti utile: se battiamo la testa contro uno spigolo, sentiamo sicuramente un gran male a causa dell’urto, l’urto è la causa e il dolore ne è la diretta conseguenza. Nel caso dell’infelicità , della tristezza, il meccanismo però è molto diverso. Non c’è una causa-effetto che provoca il dolore e la sofferenza va vista come percorso di crescita, come una lezione da imparare sui banchi di scuola. Si attribuisce al dolore una valenza negativa ed è per questo che stiamo tanto male. In realtà ogni esperienza negativa ci serve a correggere la nostra rotta nell’oceano della vita e guardandola a posteriori si possono cogliere le sfumature più sottili che contengono le risposte a tutti i perché. Ci si ritrova più forti e capaci di affrontare le difficoltà e di accettare le cose belle che ogni giorno incontriamo sul nostro cammino. Se ti guardi intorno vedrai che ci sono tanti motivi per sorridere e anche il tuo dolore si potrà trasformare in gioia se non lo sopravvaluti e gli dai lo spazio per esprimersi.

Dopo la separazione da mio marito , ho incontrato un uomo con cui ho incominciato una relazione che è durata poco più di tre anni durante i quali con lui ho vissuto momenti indimenticabili di intensa gioia in alternanza con periodi di allontanamento e freddezza. Insomma un’altalena che , se da un lato non mi ha permesso di annoiarmi, dall’altro mi ha sfiancato. Lui si sentiva inoltre libero di uscire con altre donne e questo mi rendeva un po’ gelosa. Il suo comportamento eccessivamente libero e l’impossibilità da parte mia di fidarmi in modo totale di lui a ragion veduta ,in quanto ho smascherato diverse “bugie” , ha portato a incomprensioni che hanno scavato solchi sempre più profondi tra di noi. A questo punto della storia, memore dell’esperienza già vissuta col mio ex, ho unilateralmente deciso di troncare la relazione. Provo il dolore per il distacco da quell’uomo per cui sento un amore infinito nonostante sia cosciente dei suoi difetti oltre che dei suoi pregi, ma mi sento sconvolta dalla rabbia al punto da sentirmi male anche fisicamente. Cosa posso fare per scioglierla?

Ascoltala e cerca di capire cosa vuole dirti, da cosa è generata e dove ti vuole portare. Per sciogliere la rabbia ci sono anche degli stratagemmi che giudicati dall’esterno possono sembrare banali, ma ti assicuro che funzionano. Fare una bella nuotata in piscina o al mare, se la stagione lo consente, andare in palestra o fare meditazione sono rimedi efficaci in attesa che si faccia luce dentro di te e tu possa vedere le vere cause della rabbia. Ci sono molti motivi che scatenano la rabbia, legati sia alla situazione della tua attuale esperienza che a esperienze vissute nel passato e che , in qualche modo, si innestano nel presente. Ci può essere il desiderio di possesso come la paura della separazione. Per te è la seconda volta che ti trovi a doverti allontanare da una persona che è stata legata sentimentalmente a te per un periodo di tempo e sicuramente le due esperienze hanno dei punti in comune. Solo tu potrai darti la risposta giusta. Buon lavoro!


Info per contatti: cristinatorrisiposta@yahoo.it


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