Un momento dedicato alla cultura per Adunata

  • 1170735_10151829842707365_1230182401_nA cura di Biagio Finocchiaro

    Inaugurazione all’insegna della cultura per la nuova sede dell’associazione acese Adunata. I nuovi locali, siti in via musmeci 10, hanno visto la presentazione del nuovo libro “Date da mangiare ai pesci” del giovane avvocato acese Salvo Cavallaro. L’incontro ha avuto una veste insolita per una presentazione letteraria. Autore e moderatore hanno chiacchierato divisi da un bancone ma uniti da due buone birre. Il tono non accademico e l’aver affrontato diverse tematiche , attraverso la lettura di brani del libro e attraverso il parere personale dell’autore, ha stimolato l’attenzione e gl’interventi del pubblico presente. Si è dibattuto sui concetti di identità ed appartenenza in relazione alla problematica realtà nazionale e cittadina ed alle impagabili potenzialità turistiche della costiera acese. Si è parlato di acesità ed orgoglio dell’acese medio per la propria città ma anche dell’acesitudine che, parafrasando Sciascia, penalizza non poco lo sviluppo economico e culturale cittadino. Si è affrontato anche il tema del viaggio interiore e fisico. Viaggio come nutrimento dell’anima e viaggio inteso come partenza per necessità. L’incontro si è chiuso affrontando l’annoso problema della fuga dei cervelli all’estero. Salvo Cavallaro : << Sono molto contento di vedere giovani interessati alla cultura ed alle problematiche affrontate questa sera. La cosa piacevole è stata vedere soprattutto la partecipazione del pubblico attraverso domande molto interessanti. Sono rimasto anche colpito dalla voglia di fare di Adunata, al di la di un credo politico, di sentirsi prima di tutto cittadini partecipi alla politica , nel senso più alto, cittadina e nazionale. Spero di essere riuscito ad infondere un po di fiducia su un futuro che appare quanto meno nebuloso>>.

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 L’INTERVISTA RILASCIATA DA BIAGIO FINOCCHIARO ALLA REDAZIONE   BOHEMIEN : << Noi di Adunata abbiamo fortemente voluto inaugurare la nostra sede con un amico, un giovane acese che si è scommesso ottenendo grandi risultati e con un libro piacevole ma denso di riflessioni tipiche della nostra generazione. Abbiamo voluto dare un taglio informale non per paura di annoiare ma per sottolineare il nostro modo di rapportarci con la città. Cerchiamo di essere più aperti, più concreti e meno accademici. Siamo soddisfatti per la piacevole chiacchierata tenuta in sede davanti ad un discreto pubblico e per le tematiche affrontate a noi tanto care.>>