“Gli Acigalatoti”, un romanzo storico di Maria Cristina Fichera Sardella ambientato ad Acireale nella prima metà dell’Ottocento

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RECENSIONI ED EVENTI 

A cura di Giovanni Vecchio

Sullo sfondo di una Acireale della prima metà dell’Ottocento, oppressa dal dominio borbonico e scossa dai primi tumulti risorgimentali, si snoda “Gli Acigalatoti”, l’intenso romanzo storico di Maria Cristina Fichera Sardella (Lecce, 2026). In una prosa elegante e sapientemente scandita in quindici capitoli – ciascuno introdotto da una pregevole citazione letteraria -, l’autrice orchestra una trama avvincente fatta di congiure, tradimenti, rapimenti e passioni clandestine per sfuggire all’occhio vigile della gendarmeria.

Al centro del racconto spicca la figura di Agata, una giovane donna segnata dalla tragica perdita del padre in un agguato...

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PILLOLE DI SAGGEZZA POPOLARE SICILIANA. “Carusu” e “Carusanza”

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MEMORIE

A cura di Giuseppe Firrincieli

Ambasciatore dell’Identità Siciliana nel Mondo, dell’Accademia EuroMediterranea delle Arti

Quinta puntata

Oggi presentiamo un appellativo, molto usato in Sicilia, e le sue origini, persino dolorose, che hanno segnato una brutta storia della fanciullezza siciliana, fra l’Ottocento e il Novecento, e che oggi, ahimè, rischiano di essere dimenticate.

“Carusu” e “Carusanza”

Tra l’Ottocento e il Novecento, il termine “I Carusi” indicava i giovanissimi lavoratori (spesso sotto i 14 anni) impiegati nelle miniere di zolfo. Oggi il termine è ben conservato nella lingua siciliana, specie nella massima area della provincia etnea, per voler significare: ragazzo, giovane, “bravu carusu”.

La vita dei carusi nelle zolfare, fra l’Ottocento ...

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Il nuovo volume di “Memorie e Rendiconti” dell’Accademia Zelantea. Uno strumento vivo e prezioso di conoscenza

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Recensioni ed Eventi

A cura di Giovanni Vecchio

L’Accademia di Scienze Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale ha dato alle stampe il nuovo volume di “Memorie e Rendiconti” (Serie VI – Vol. IX – Anni 2024 2025). Si tratta di un’opera imponente di ben 436 pagine, ricca di immagini, che si configura come un contributo culturale di alto livello per il presente e per il futuro. Attraverso una densa raccolta di saggi, il volume offre una panoramica che spazia dall’archeologia alla storia dei commerci mediterranei, fino alla biografie e alle vicende economiche che hanno segnato il territorio.

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Il viaggio intellettuale prende le mosse dalle rotte commerciali dell’XI secolo e dai grandi scontri epocali che hanno ridefinito i confini del Mediterraneo...

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Catania abbraccia il Cardinale Pietro Parolin per il IX Centenario Agatino: fede, storia, cultura e il nobile omaggio di Franco Di Guardo

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EVENTI

In occasione del IX Centenario della traslazione delle reliquie della Patrona, il Cardinale Parolin, Collare della Santissima Annunziata, riceve il Cavaliere Ufficiale Di Guardo per la consegna del suo ultimo lavoro letterario.

A cura di Maria Cristina Torrisi

Catania e il suo territorio hanno vissuto giornate di straordinaria intensità spirituale e di altissimo valore storico in occasione delle solenni celebrazioni per il IX Centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania (1126–2026), un appuntamento reso ancora più solenne dalla presenza di S.E.R. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, giunto in terra etnea nella veste di Legato Pontificio...

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Pillole di “SAGGEZZA POPOLARE SICILIANA”. “A Babbiata”

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Memorie

Pillole di “SAGGEZZA POPOLARE SICILIANA”

A cura di Giuseppe Firrincieli

Ambasciatore dell’Identità Siciliana nel Mondo, dell’Accademia EuroMediterranea delle Arti

Quarta puntata

Oggi presentiamo un detto e suoi derivati, molto diffusi in Sicilia e che, come le loro origini, ahimè, rischiano di essere dimenticati,

“A Babbiata”

“Annunca!”, “Partualli” e “a Partuisa”

Per secoli e secoli i siciliani hanno subito dominazioni straniere tra greci, latini, cartaginesi, spagnoli, saraceni, francesi, asburgici e piemontesi. Per la maggiore, non potendosi ribellare apertamente, il popolo siciliano usava l’ironia e il gioco linguistico per “babbiari”, ovvero prendere in giro lo straniero...

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