ARTE
A cura di Maria Cristina Torrisi

La vita di Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio (1571–1610), non fu solo quella di un pittore, ma di un vero e proprio romanzo d’appendice fatto di ombre profonde, lame affilate e una ricerca ossessiva della verità. Mentre i suoi contemporanei dipingevano figure angeliche e idealizzate, Caravaggio portò la strada nei palazzi della Chiesa. Usava come modelli prostitute, mendicanti e persone comuni, trasformandoli in santi e martiri.
La sua tecnica non era solo estetica, ma psicologica. Attraverso le sue opere la luce squarcia il buio per isolare il momento drammatico, come un riflettore su un palcoscenico.
Nelle opere è presente il realismo crudo: se un santo aveva i piedi sporchi, Caravaggio dipingeva i piedi sporchi...

























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