Racconti e Leggende

L’ELETTO E L’IRONIA DELLA MORTE

A cura di Biagio Finocchiaro

C’è un quartiere di origine araba nel cuore antico di Palermo il cui nome mi ha
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sempre incuriosito. La Kalsa sembra chiamarsi così proprio per alcuni uomini che vi hanno visto per la prima volta la luce. Il nome deriva dall’arabo “Khalisa” e cioè “puro” o “eletto” e gli uomini a cui mi riferisco sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Palermo non è mai stata una città banale. Lungo le sue vie si respirano i profumi della gioia più spensierata e gli olezzi della morte più cruenta. I suoi colori sono sempre stati chiari e decisi così come i suoi figli più celebri. Tutti “eletti” e tutti “puri” a modo proprio. Tutti abbracciati da un’ironia malinconica, amara e pungente. Tutti figli di una terra bellissima e disgraziata...
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Pietro Platania

cartina cataniaA cura di Graziella Graziano

“Ricordiamo Sinfonia in sol minore per le onoranze funebri al Pacini, in occasione della morte del musicista catanese Giovanni Pacini e la Messa da Requiem  per la morte di Rossini, scritta in collaborazione con diversi musicisti tra i quali Giuseppe Verdi”.

Spulciando alcuni anni della “Cronaca” si nota come nell’800 a Catania,  con  iniziative personali o con interventi delle Autorità, si cercasse di aiutare i giovani artisti catanesi a perfezionare le loro doti naturali, seguendoli nella difficile via dell’affermazione con  risultati spesso più che soddisfacenti.

Per esempio, mi viene da citare Pietro Platania, nato a Catania nel 1828 che, ventunenne, nel 1850 ottenne dal Comune una borsa di studio per poter seguire gli insegnamenti del mae...

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Pietro Antonio Coppola

Pietro Antonio Coppola

Pietro Antonio Coppola

A cura di Graziella Graziano

“Il Municipio colmandolo d’onore assegnò lo stipendio di £ 2000 all’anno ed abitava l’ultimo piano del palazzo novello del medico Calvagni  a S.n Giuseppe al Transito; quantunque ebbe fortuna nei suoi spartiti che molto lavorò eppure venne senza denaro e possa dirsi povero.”

Vorrei ricordare Pietro Antonio Coppola con le parole scritte da Antonino Cristoadoro, cronista catanese, nel giorno della sua morte avvenuta  il 13 novembre 1877.Ai suoi tempi fu un gran nome, oggi nessuno lo cita. Come lui tanti altri musicisti nati o che hanno operato a Catania, oscurati dalla grandezza del “cigno” Vincenzo Bellini.

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CARTOLINE DAL FRONTE

diario 1A cura di Graziella Graziano

oggi verso le 3 pomeridiane sono arrivato alla mia destinazione accolto a suon di cannonate. Qui dove mi trovo si sta bene. Sto benissimo. Scrivetemi presto e spesso. Saluti ai parenti e a tutte le persone di casa. Voi ricevetevi un milione di baci affettuosissimi e domandandovi la Santa Benedizione mi dico il vostro aff.mo figlio Tano”

Stavolta vi parlerò di un ragazzo nato il 15 marzo 1896 in un piccolo paese dell’entroterra siciliano. La sua vita trascorreva serena con la  famiglia, il padre, la madre, i nonni, gli zii,  i fratellini e le sorelline e le “persone di casa”, ovvero la servitù.

Sia i bambini che le bambine vengono mandati a studiare ad Acireale, i maschietti al Pennisi, le femminucce al Buon Pastore.

Attraverso lettere, cartoline...

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«Nun mancanu i pensieri. Mma i paroli ottròvili».

A cura di Dario Stazzone

Note sulla poesia di Salvo Basso

Ricordare l’intensa vicenda umana e intellettuale di Salvo Basso (Giarre, 23 ottobre 1963 – Scordia, 26 aprile 2002) è cosa ad un tempo piacevole e dolorosa. Piacevole perché permette di tornare alla forza della sua poesia, che in pochi anni si è affermata come una delle voci più originali della letteratura dialettale siciliana, a fianco di autori come Santo Calì e Nino De Vita. Dolorosa perché impone il ricordo della sua prematura scomparsa.  immagine salvo basso

Chi scrive ha conosciuto Basso. Rimangono indelebili i ricordi dei dibattiti pubblici con artisti, studiosi e intellettuali. Forte il ricordo della sua partecipazione al “Treno dei poeti” organizzato da Antonio Presti e Maria Attanasio...

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