Storia

AD ACIREALE LA COLLEZIONE DELLE UNIFORMI STORICHE

Storiche Memorie – Nuove Edizioni Bohémien – Lo Speciale di Dicembre 2013

A cura di R.B.

uVi sono dei preziosi cimeli di duplice valenza, storico ed artistica, nella sala del Palazzo di Città di Acireale. Cimeli che per tutto il XIX secolo hanno raccolto le vicende militari della storia d’Europa. Si tratta della Collezione delle uniformi storiche che testimoniano la moda, la fattura e la qualità estetica di un passato che l’ing. Aldo Scaccianoce ha voluto immortalare tra pregiate teche esposte al pubblico.

Dal 1988 l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana ha acquisito la raccolta, il cui allestimento espositivo è stato curato dall’ing. Giuseppe Anfuso. Citiamo solo alcuni dei cimeli in bella mostra all’interno delle cinque teche.

Nella prima vetrina è possibile ammirare c...

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L’EREMO DI MONTE SCALPELLO

A cura di Graziella Graziano

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Lungo la strada statale 192, Catania  – Enna, nelle vicinanze di Catenanuova , c’è una trazzera che porta  in cima al monte Scalpello, che il Primo Maggio e la prima Domenica di Ottobre, è percorsa da  molti pellegrini che s’inerpicano a piedi, provenienti soprattutto da Agira e Catenanuova,  per rendere onore alla Madonna del Rosario ed ai “Corpora sancta”, che gelosamente si conservano nella chiesetta edificata sulla cima.

Il monte, abitato anche in tempi antichissimi, come testimoniato dai resti di insediamenti megalitici,  è  un luogo adatto alla meditazione...

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L’atto di compravendita di uno schiavo nella Sicilia del XIV secolo.

Storia Medievale – Nuove Edizioni Bohémien – Lo Speciale di Dicembre 2013

A cura di Marcello Proietto

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Il 14 marzo del 1347 nel centro urbano di Siracusa, il magister Iacopo de Romano, davanti al notaio Angerio de Balena[1], vendeva un servo di nome Dimitri a Pietro[2] de Colloridi[3] di Lentini. Dimitri ha appena dieci anni ed il notaio specifica che è originario della Romania, cioè proveniente dall’Impero d’Oriente. Il servo è venduto al prezzo di undici augustali e mezzo, specificando il valore della moneta in quel tempo «imperrialibus et karlensibus argenti ana sexaginta per unciam computatis»[4].

In Sicilia, la vendita degli schiavi si effettua ad usum ferae e ad usum machazenorum[5]. Nel primo caso, a modu di fera, cioè nei pubblici mercati, il venditore non era responsabil...

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LA SICILIA E GLI ARABI

Il metodo di governo dei nuovi venuti era vario, esso spaziava dall’autonomia alla schiavitù; agli abitanti era concesso conservare la fede cristiana a condizione che la loro convinzione non diventasse atto pubblico, e, che, ogni cristiano versasse una tassa all’autorità musulmana.

A cura di Mariella Di Mauro

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La conquista musulmana della Sicilia sottrasse  la nostra terra al dominio bizantino che aveva usato l’isola solo come una provincia da sfruttare, proprio come era avvenuto al tempo dei romani, quando esisteva solo il sistema latifondista e la monocoltura del grano che impoveriva la terra.

La composita popolazione siciliana, dagli abitanti più antichi, quali sicani, siculi… mescolati a seguire con fenici, greci, romani e, ultimi, i bizantini, si sovrappose ai nuovi invaso...

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L’ITALIA NEL MEDIOEVO

 

…era ancora vivo il mito dell’impero visto da un presente vinto da una decadenza politica…

A cura di Mariella Di Mauro 

 

Carlo III re di Francia

Carlo III re di Francia

Com’era l’Italia nel Medioevo? Come si vedevano gli abitanti e che peso veniva riconosciuto al territorio dal mondo medievale?

L’Italia e i suoi abitanti, a onor del vero, non avevano una vera e propria fisionomia, tutto ciò era dovuto, in prevalenza, alla forte identità che il paese aveva avuto nel passato glorioso. Era ancora vivo il mito dell’impero visto da un presente vinto da una decadenza politica, un paese senza una propria espressione, senza nome, un agglomerato di territori o di città ( Milano, Venezia, Napoli…)...

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