LA GIOVINEZZA

images (1)Una signora anziana sfogò con me tutta la sua preoccupazione riguardo ai giovani.Mi diceva che la figlia della donna che fa le pulizie a casa sua, a 12 anni aveva già fatto due aborti. E commentava: “chi non osserva i comandamenti si fa vecchio e brutto. Come sarà ridotta fisicamente questa ragazza fra un po’ di anni?”  È stata per me illuminante: il peccato invecchia e abbruttisce. Come quella pubblicità contro il fumo che dice che fa dimagrire e distende e mostra uno scheletro. Lo sperimento spesso nelle persone logorate dalla loro stessa vita.

Il peccato oltre a distaccarci da Dio, ci distoglie da noi stessi, dalla nostra parte migliore e ci estranea dalla comunione sociale. D’altra parte, come dice Dostojeski: la bellezza salverà il mondo.

Il Cardinale Martini si chiede quale bellezza salverà il mondo. E indica la bellezza di Gesù Crocifisso, la bellezza crocifissa.

Quando si parla di bellezza non si intende solo quella del creato e dell’arte ma penso anche la nostra bellezza personale, creaturale, morale, spirituale, umana. È un patrimonio universale dell’umanità più di tanti freddi monumenti di pietra.

La bellezza della nostra vita, dei nostri sogni, dei nostri ideali, dei nostri sentimenti, del nostro sentire profondo.

La bellezza dei nostri rapporti umani, della nostra professionalità, della correttezza, dell’onestà, della giustizia. La bellezza del sacrificio e del dono gratuito come quello del Crocifisso. La bellezza dell’amore del prossimo, del perdono; la bellezza del credere, del pregare e dello sperare.

La bellezza dei contemplativi, che si illuminano dello splendore di Dio, come la bellezza di Mosè: gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. (Es 34,35) Se sentiamo che la vita è bella, che tutto è bello, allora respiriamo la bellezza. Il nostro rapporto con Dio ci nutre di bellezza nella vita spirituale e nei sacramenti.

Per le persone più inoltrate nella spiritualità c’è la possibilità dell’estasi e della contemplazione ove attingono a piene mani alla bellezza divina.

Ma anche per noi, ai primi gradini della vita spirituale è dato di accedere abbondantemente alla bellezza, nelle primizie che ce ne offre la nostra povera preghiera, le celebrazioni comunitarie, i sacramenti … e ciò può diventare anche un’esperienza molto frequente

Paradossalmente con Dio tutto è bello e merita di essere vissuto, perfino il dolore si acquieta e trova un senso. Anche la morte indossa l’abito della pace e dell’Attesa.Le vite più disastrate quando incontrano il Signore fanno l’esperienza della bellezza. Si incontrano con la luce e ne restano abbagliate. La vita spirituale è una bellezza saporosa e durevole, non una bellezza apparente, fugace e ingannevole. Tale bellezza sazia, nutre, riempie il cuore e dà senso alla vita. È il grado più alto della bellezza e il livello più profondo.

Può capitare di incontrare persone che sono dei manichini quanto a bellezza  esteriore ma si coglie immediatamente che sono bellezze incomplete o ingannevoli perché non riescono a nascondere un grande vuoto interiore. Mi colpisce sempre il fatto che i modelli di professione non possono e non devono sorridere! Che tristezza! Diventano la contraddizione della bellezza, delle maschere di bellezza, dei bellissimi contenitori vuoti di bellezza perché annunciano e mostrano ciò che non hanno. Invece Gesù sulla Croce: Non ha apparenza né bellezza  per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto.(Is. 53,2)

Eppure è la bellezza delle bellezze del mondo, la sorgente, l’origine, l’inizio, la ragione di ogni vera bellezza dell’uomo.

La bellezza non tramonta mai, ci veste di giovinezza e ci fa morire giovani e freschi nello spirito a qualunque età.

Don Carmelo La Rosa