ARTE
A cura di Francesca Bella

È stata inaugurata lo scorso novembre presso lo Spazio Antonioni in Corso Porta Mare n. 5, a Ferrara, la mostra “Professione: reporter”, a 50 anni dall’uscita dell’omonimo film del celebre regista ferrarese Michelangelo Antonioni. L’esposizione, curata da Chiara Vorrasi e organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’UNESCO del Comune di Ferrara, resterà aperta al pubblico fino al 12 aprile 2026.
La pellicola Professione: reporter del 1975, interpretata da Jack Nicholson e Maria Schneider, racconta la vicenda di un reporter che prova a scoprire, attraverso un lungo e complicato viaggio in compagnia di una giovane donna, i misteri di un avventuriero conosciuto per caso che muore d’infarto e di cui prende l’identità. Il film, vincitore di un Nastro d’Argento come Miglior film, è stato oggetto d’attenzione da parte della critica del tempo e considerato uno dei lavori più importanti della lunga carriera di Antonioni.
Queste, ad esempio, le parole del famoso critico cinematografico Lino Miccichè tratte da un articolo pubblicato prima su «Avanti!» e poi su «Cinema 60» nel 1975:
Professione. Reporter è appunto la pessimistica radiografia dell’impossibilità di ciascuno a mutare il proprio destino individuale, dell’impossibilità di tutti a cogliere il senso di quella prigionia e dell’inutile fuga da essa.

Se questo tredicesimo film antonioniano fosse soltanto quella variazione sul tema dell’impotenza esistenziale che in parte è, potremo limitarci a definirlo un ulteriore splendido esempio di lancinante e dolorosa distruzione della ragione narrato all’insegna di quel senso della morte che sembra caratterizzare la coscienza di sé della borghesia del nostro secolo. Ma Antonioni si è sottratto ai rischi di un discorso intriso di pura cupidigia autodistruttiva, fornendogli lo spessore critico e distanziante di un discorso sulla condizione stessa del discorso, cioè sull’incapacità del cinema di rappresentare esaurientemente il mistero della vita. E in ciò, cioè in questo volerci e saperci dare un’immagine così oggettiva del proprio estremismo soggettivistico, egli ci pare oggi — fra i “grandi” autori del cinema italiano — il più avanzato, il più consapevole e ancora una volta il più moderno. […] Professione: reporter è comunque tra i film migliori di Michelangelo Antonioni. Esso conferma non soltanto la statura del suo autore, ma anche la fecondità di una strada solitaria, poco incline alle mode, restia ai ricatti contenutistici, tetragona nella propria chiusa coerenza, con cui questo “uccello solitario” sa darci, continuando a cantare (ma anche ad arricchire) il suo «verso solo», un briciolo della sua e della nostra verità. 1
All’interno della mostra è possibile ammirare una selezione di fotografie di scena e di set provenienti dall’Archivio Antonioni e realizzate dal noto fotografo, nonché amico del regista, Florian Steiner e la famosa sequenza conclusiva della pellicola. Nel corso dell’apertura dell’esposizione grande attenzione, inoltre, per la Michelangelo Antonioni’s Head, ovvero una scultura dell’artista australiano Craig Redman dedicata al celebre cineasta.

Lo Spazio Antonioni è un museo permanente, nato nei saloni dell’ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari ed inaugurato il 31 maggio 2024, che accoglie più di 47.000 pezzi di vario tipo, fra cui pellicole, libri, sceneggiature, lettere, scatti fotografici, quadri, premi, dischi, acquistati dal Comune di Ferrara nel 1995 e che tratteggiano a 360 gradi la figura artistica e personale di Michelangelo Antonioni.
Note:
1 Cit., MICCICHÈ L., Inutile fuga dalla propria prigione in «Avanti!», 16 marzo 1975, poi in «Cinema 60», a. XV, n. 101, gennaio-febbraio 1975, ora in ORSINI M., (a cura di), Michelangelo Antonioni. I film e la critica 1943-1995: un’antologia, Roma, Bulzoni, 2002, pp. 259-260.
Fonti bibliografiche e sitografiche:
– ORSINI M., (a cura di), Michelangelo Antonioni. I film e la critica 1943-1995: un’antologia, Roma, Bulzoni, 2002.
– Professione: reporter – Musei di Ferrara
– Spazio Antonioni: apre a Ferrara un museo dedicato al grande regista | Cinema | Rai Cultura
– La testa di Michelangelo Antonioni svetta nel giardino della Gallerie d’arte moderna, inaugurazione con mostra.


















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