per non dimenticare

Per non dimenticare: Alda Merini

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Per non dimenticare…
A cura di Sara D’Angelo

Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.

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Forse è la sua preghiera.
A dieci anni dalla morte della poetessa Alda Merini numerosi sono stati gli eventi per celebrare la sua memoria. Poetessa dei Navigli, guerriera di una guerra senza tregua, prigioniera di un ingarbugliato viaggio destinazione sè stessa.
Alda Giuseppina Angela Merini nasce a Milano il primo novembre 1931. Cresciuta in una famiglia benestante, il padre era un assicuratore e la madre donna di superiore cultura, pur non avendo avuto particolare propensione allo studio...

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De André e l’arte di dipingere le note

Fabrizio+De+Andr+faber

Per non dimenticare…

A cura di Clara Artale

Fabrizio+De+Andr+faber
Genova, 18 febbraio 1940. Viene alla luce un poeta romantico e malinconico, Fabrizio De André.
‘Quale sarà la mano che illumina le stelle’ è la domanda che spesso, alcuni di noi, si pongono. Ma è anche altro, altrove. Scrivo mentre ascolto “Ho visto Nina volare”, perla contenuta in “Anime Salve”, cd-testamento del sublime cantautore. Scrivo dopo aver letto un mio vecchio articolo dedicato a Fabrizio; da allora molte cose sono cambiate, altre no, come l’amore per i suoi versi, nato e cristallizzatosi grazie alla predilezione di mio fratello Corrado per la sua musica.
Riporto un suo pensiero: «Fabrizio sta sempre con gli ultimi, gli emarginati, le vittime del conformismo bigotto e del moralismo borghese...

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PER NON DIMENTICARE: MEMORIA

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 MEMORIA

 A cura di Antonino Leotta

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Nell’agosto del 2002 io e mia moglie decidemmo di trascorrere parte delle ferie a Praga. In quella stupenda città trovammo l’opportunità di raggiungere TEREZIN unendoci ad un gruppo di italiani. Una guida preparata ci accompagnò. Visitammo, anzitutto, la cittadina dove si custodisce ancora quel ghetto che, in meno di quattro anni (novembre ‘41- inizi ‘45) accolse complessivamente 150.000 ebrei che lasciarono il segno della loro presenza attraverso resti dei loro effetti personali e, soprattutto, la testimonianza delle loro capacità artistiche. A poca distanza della città, si trova la “Piccola Fortezza di Terezin” la cui costruzione venne completata nel 1784. Nel giugno del 1940 la Gestapo cominciò a utilizzare l’edificio come prigione...

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