PILLOLE: SILLOGISMI

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Attualità

A cura di Antonino Letta

 

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Vale la pena di riscoprire che il nostro modo di parlare e di scrivere può avere o darsi una sorta di struttura.
Direi che l’invenzione aristotelica del sillogismo ha una sua validità.

Dai banchi di scuola ricordiamo che il sillogismo si concretizza in tre affermazioni:
1. Una affermazione maggiore
2. Una affermazione minore
3. Una conseguenza affermativa.
La regola fondamentale è che le due prime affermazioni (la “maggiore” e la “minore”) devono essere vere. Solo in tal caso la conseguenza finale sarà vera. Praticamente, se affermo un falso in partenza, la conseguenza o la conclusione sarà sicuramente falsa.

Applichiamo la teoria con due esempi: il primo esempio rispetta la regola, mentre il secondo esempio afferma un falso e, conseguentemente, si conclude con un falsità.
PRIMO ESEMPIO: Tutte le persone hanno diritto ai mezzi di sopravvivenza. Gli immigrati sono persone. Gli immigrati hanno diritto ai mezzi di sopravvivenza.
SECONDO ESEMPIO: Tutte le persone hanno diritto ai mezzi di sopravvivenza. Gli immigrati sono persone pericolose. Gli immigrati non hanno diritto all’accoglienza. La falsità dell’affermazione minore (“gli immigrati sono persone pericolose”) conduce alla falsità dell’affermazione conclusiva.

Si tratta, allora, di convincerci che affermare che “gli immigranti sono persone pericolose” è una falsità. Conosciamo tanti immigranti che si manifestano in dignità. Che vivono nella pienezza della dignità. Che tendono umilmente la mano prima di essere sfruttati in quel lavoro assai più nero della loro pelle. Prima di essere vomitati nello spaccio di stupefacenti. Prima di riempire le tasche di “protettori” che li controllano nel prostituirsi.

Un pizzico di visione aristotelica non farebbe male alle decisioni del “Ministro”.