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LE ODI

LE ODI
A cura di Ludovico Anastasi

NEVE

Ti portero’ con me sull’Olimpo a chiedere agli dei un innesto per possedere il tuo candore.

NUOVA INSONNIA

Timoniere al largo di inaccessibile porto di quiete mi trovo. Tra qualche ora tirar su kg 80 di massa corporea, del nuovo giorno abbozzato schema, fa fatica, fa bestia da soma.

FIGLIUOL PRODICO

SCHIZZI

Sto senza specchio dalla parete staccato. Buon per me, cosi’ non guardo piu’ la mia faccia da eterno immusonito.

SCHIZZI

Vengo da spazio lontano e da un antico tempo. Per amore credo mi stia trattenendo oltre il dovuto mentre il cuore ritorna al remoto, quando di Dio ero solo un pensiero.

SCHIZZI

Per fame o per amore il rocambolesco cadere.

SCHIZZI

Incastonato al centro di un fiore reciso il perduto aleggiare piango.

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LE ODI

Le Odi

A cura di Ludovico Anastasi

NOTTE

E riesco finalmente a costruirle attorno un’arca amica nel navigarmi l’anima con la luna piena. Ah che audacia amarla in questa quiete periferica e la lussuria dei sogni che nelle case avanza copiosa di umori fra intrecciate braccia. Ah che bravi acrobati siamo di sopravvivenza.

DEL MIO SILENZIO INTIMO

Il silenzio seduce, ha labbra rosse non viste. Al buio passa le stanze, ne valuta i contorni, gli oggetti. E’ incline a scrutare gli angoli, i vari interstizi fra finestre e porte socchiuse. Invita a domande puntualmente inevase. E’ essenziale nel dare ferite. E’ il mio silenzio di insonore abitudini che sanno di morte.

odi

DI NOTTE, UN BALZO

Odo lontano un tuono messianico. Sa di buona novella, sollevando lo spirito in ombra...

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Ricordo di un evento: il poeta Angelo Scandurra e la poesia di Ludovico Anastasi

LE ODI

INTERVISTE E REPORTAGE

Servizio di Maria Cristina Torrisi

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LUDOVICO ANASTASI E LA POESIA

RECENSIONI/INTERVISTE E REPORTAGE

A cura di Maria Cristina Torrisi

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LE ODI

LE ODI
A cura di Ludovico Anastasi

 

VENTO

Da tre giorni e tre notti vesti leggera brezza senza scatenare in me tempesta alcuna. La bonaccia mi rattrista, raduna ricordi come armata in avanzante ascesa dal fu di ieri all’oggi triste piu’ di allora. Dicono vestiro’ la fronda con tumulti a schiera dentro l’anima e il cuore a battere fino a sera, a tarda ora.

 

odi

 

IL CAPPELLO A FALDE LARGHE

Non necessario al gentile inverno isolano mi modella i capelli a suo piacimento cosi’ che con la mano li sistemo allo specchio piu’ del dovuto, vezzo di compiacimento nel lento ragguaglio di cosa sono stato durante il giorno.

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