LE ODI DI LUDOVICO ANASTASI. “PER LE MIE INTEMPERANZE”

le Odi di Ludovico Anastasi 2

Le Odi

A cura di Ludovico Anastasi

le Odi di Ludovico Anastasi 2

Scappavo da me per le mie intemperanze. Non mi era possibile sconoscere i giorni arretrati, scongelare certi ricordi. Mi dicevo: vedi? non puoi accordare i rimbrotti per come ti conviene, sostituirli con altri magari inventati, ridurli ai tuoi sogni che volevi fossero d’ oro fissato nei cieli. Guarda quelle nuvole a pecorelle essenziali. Ti hai deciso gli spazi e non hai puntato l’ orologio dei tempi. Ora ti è inutile anelare i suoi tremiti per dirti: sono un bravo affabulatore per unione di carni fino alla morte. Non dirle più: vieni, ti aspetto per gioire nei prati di corsa con i sospiri affannati, legati alle passioni fuggenti, una, due ore e poi basta, ci siamo donati io e te, donati ad entrambi, nel frinio delle cicale, nel chiodo di aprile, nel cicaleccio dei testardi destini. Oh desideri banditi da magiche arti contrarie alle voglie, ai desiderata… ma che cosa desideri? La luna è caduta nei pozzi dagli orridi spiriti con le parrucche violacee e le mani a tastarmi. Restavo assonnato nel tardo dei pomeriggi per invaghirmi di te, dove volevo trovarmi.
29 Aprile 2026