SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

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Salute e Benessere

A cura di Federica Zanca

In psicosomatica, il tunnel carpale, come è noto, colpisce la mano e il polso ed è dovuto ad una compressione del nervo mediano. Questo nervo è uno dei tre nervi principali della mano e contribuisce alla sensibilit
del pollice, dell’indice, del dito medio e della metà esterna dell’anulare. Partecipa, inoltre, alla
motricità dei piccoli muscoli del pollice.

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Il nervo mediano attraversa, a livello del polso, un tunnel chiamato per l’appunto “tunnel carpale”.
Qualsiasi alterazione, qualunque modifica che si trovi all’interno di questo tunnel è avvertita a livello del nervo mediano e determina una sensazione di intorpidimento; la persona, infatti, può sentire formicolii e dolori al pollice, all’indice, al dito medio e all’anulare. Questi sintomi poi, si
aggravano soprattutto durante il riposo notturno.
Tale sindrome può essere determinata da un insieme di sensazioni, ad esempio il senso di impotenza che si avverte quando si sta aiutando qualcuno o lo si vorrebbe aiutare; il polso e la mano non rispondono all’input del cervello che comanda il movimento, proprio perché è come fossero anestetizzati.
Il dolore al pollice può riguardare la pressione che si fa sull’individuo aiutato; l’intorpidimento può indicare che una parte di sé vorrebbe potersi staccare, rendendosi insensibile, dall’individuo aiutato.

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I formicolii, poi, corrispondono in psicosomatica, all’esasperazione, cioè alla saturazione che si prova e avverte in modo preponderante di fronte alla sua inattività.
Inoltre, possono essere presenti sia il desiderio di porre la parola “fine” a quella relazione di aiuto, sia a pari merito, un senso di colpa per aver smesso di aiutare quella persona, quell’individuo per il quale ci si era prodigati, come se lo si fosse abbandonato.
Occorre, pertanto, chiedersi se si prova un senso di impotenza che induce a fare pressione sulla persona che si vorrebbe aiutare, occorre chiedersi se si sta vivendo una situazione di aiuto che però non si sopporta più e dalla quale si vorrebbe sottrarsi, ma non si sa come fare, procedere, perché ci
si sentirebbe aridi e senza cuore.
Come guarire? Per avviare se non altro il processo di guarigione è necessario accettare la propria impotenza, aver fiducia nella persona amata, accettare il fatto che probabilmente lei ha bisogno di
superare quella tappa, quella prova nel suo cammino di vita, per evolvere, per migliorare o altresì per capire alcune cose della sua vita.
E’ necessario accettare anche che forse non si è la persona più giusta e adeguata ad aiutarla; in fondo, se in quella relazione di aiuto non si sta più bene, inutile proseguire!
Come fare allora per non ferire e allo stesso tempo sciogliere questo vincolo “malato”?
Si può optare per lo scrivere una lettera alla persona in questione, spiegando nel dettaglio e con molta sincerità quali erano le motivazioni che ci avevano spinto a starle accanto per aiutarla e quelle che ci spingono, al contrario, ora, a chiudere il rapporto.
Una lettera ha il vantaggio di porre un certo distacco con il soggetto ricevente ed evitare così di dover fronteggiare una lotta di potere!
Il dolore al nervo mediano rappresenta la sensazione di non sapere come fare ad aiutare la/le
persone che si amano. Vedo, ad esempio, il coniuge che si ubriaca o il figlio che si droga oppure mia figlia che va male a scuola e non so quali parole usare o quali strategie mettere in atto per essere di aiuto; mi sento impotente e questo mi logora e mi fa sentire inutile. Provo, inoltre, un ​ senso di esasperazione nel vedere queste persone sprofondare nella sofferenza come nelle sabbie mobili. ​