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CARAVAGGIO, POETA DELLA LUCE E REALISTA PURO

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ARTE

A cura di Maria Cristina Torrisi

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La vita di Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio (1571–1610), non fu solo quella di un pittore, ma di un vero e proprio romanzo d’appendice fatto di ombre profonde, lame affilate e una ricerca ossessiva della verità. Mentre i suoi contemporanei dipingevano figure angeliche e idealizzate, Caravaggio portò la strada nei palazzi della Chiesa. Usava come modelli prostitute, mendicanti e persone comuni, trasformandoli in santi e martiri.
La sua tecnica non era solo estetica, ma psicologica. Attraverso le sue opere la luce squarcia il buio per isolare il momento drammatico, come un riflettore su un palcoscenico.
Nelle opere è presente il realismo crudo: se un santo aveva i piedi sporchi, Caravaggio dipingeva i piedi sporchi...

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L’Etna come baricentro del mito: la lezione di Mario Pafumi

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RECENSIONI

A cura di Maria Cristina Torrisi

Nella costellazione delle pubblicazioni dedicate all’identità siciliana, il volume antologico di Mario Pafumi, “Leggende leggendarie dell’Etna e di Sicilia”, si distingue per un rigore che supera la semplice divulgazione folkloristica. Inserito nella collana “Sicilia nel cuore” dell’IC “De Roberto” di Zafferana Etnea curata dal prof. Salvatore Musumeci, il testo opera una necessaria saldatura tra l’evanescenza della tradizione orale e la stabilità della pagina scritta.

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L’autore non si limita a catalogare il meraviglioso; egli traccia una geografia sacra del Mongibello, dove i giganti delle viscere e le figure storiche trasfigurate dal mito cessano di essere curiosità d’antiquariato per farsi lenti d’ingrandimento sulla ps...

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A Perugia la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”

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ARTE

A cura di Francesca Bella

Dopo l’inaugurazione dello scorso 13 marzo, sarà visitabile fino al prossimo 14 giugno a Perugia presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, con sede a Palazzo dei Priori, in Corso Vannucci n. 19, la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”.

All’interno dell’esposizione, articolata in otto sezioni e curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, sono presenti più di sessanta opere, tra tavole, dipinti e documenti che raccontano il contesto storico – artistico che ha preso forma nel periodo compreso fra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento in Umbria. Oltre alle opere di Giotto, nella mostra sarà possibile ammirare anche quelle realizzate da Simone Martini e Pietro Lorenzetti.

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Queste le parole...

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SIGNIFICATO E FORZA DELLA PASQUA

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ITINERARI DELLO SPIRITO

A cura di Padre Fulvio Moltisanti

La Pasqua è forse la festa più sentita dai cristiani. Essa nella Bibbia indica il passaggio dalla schiavitù alla libertà per il popolo ebraico e, nella fede cristiana, il transito dalla morte alla vita con la Resurrezione di Gesù per cui il suo significato è legato a parole come nuova partenza, speranza e rinascita.

Durante la nostra vita sperimentiamo anche periodi difficili, confusi, incerti e spesso non sappiamo come uscirne: potremmo sentirci persi, in balia degli eventi e soprattutto non comprendere qual è la loro soluzione.

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In realtà essi ci spingono a cambiare, a trasformarci e in un certo senso ci permettono di risorgere per cui bisogna accoglierli e pensare che possono rappresentare un’occasione di crescita ed evo...

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Il Trionfo dei Dolci Pasquali in Sicilia

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IL RICETTARIO

A cura di Franco Di Guardo

“Un percorso spirituale e sensoriale tra tradizione monastica e pasticceria barocca: i simboli della Pasqua siciliana tra penitenza, rinascita e golosità”.

Agneddu Riali N

In Sicilia, la Pasqua non è mai stata una semplice ricorrenza, ma un vero e proprio spartiacque sensoriale e antropologico che scandisce il passaggio dal rigore dell’ascesi alla gioia luminosa della Risurrezione. Per quaranta giorni, il precetto della Quaresima ha imposto storicamente un’atmosfera di severa astinenza e digiuno, un periodo in cui le cucine dei conventi, delle case nobiliari e popolari, mettevano al bando dolci e carne, simboli di un’opulenza incompatibile con il lutto cristiano.

In questo clima di privazione, persino il cioccolato fu ammesso: poiché all’epoca era una beva...

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