Un cimelio ritrovato: la cartolina del 1920 inviata da Giosuè Saporita al Senatore Giovanni Verga

WhatsApp Image 2026-10-06 at 22.00.51

MEMORIE

UNICUM 2026

A cura di Maria Cristina Torrisi

WhatsApp Image 2026-10-06 at 22.00.51

WhatsApp Image 2026-10-06 at 22.00.48

WhatsApp Image 2026-10-06 at 22.00.50

La data del 14-15 ottobre 1920 rappresenta un tassello fondamentale e storicamente straordinario per diversi motivi che aumentano notevolmente sia il fascino narrativo che l’interesse della cartolina.

I festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno e la nomina a Senatore

Giovanni Verga aveva compiuto 80 anni pochissime settimane prima, esattamente il 2 settembre 1920. In tutta Italia e in particolare a Catania, l’autunno del 1920 fu caratterizzato da celebrazioni ufficiali e private. A Catania si tennero discorsi memorabili, tra cui quello famosissimo di Luigi Pirandello al Teatro Massimo Bellini alla presenza dello stesso Verga e del Ministro della Pubblica Istruzione, Benedetto Croce. È quasi certo che la cartolina inviata da Giosuè Saporita a metà ottobre fosse un messaggio di auguri o di omaggio legato proprio a questa importantissima ricorrenza nazionale.
Sempre nel periodo di ottobre 1920, Verga ricevette la nomina ufficiale a Senatore del Regno d’Italia per i suoi altissimi meriti letterari. L’intestazione “Al Maestro Commendatore e Senatore Giovanni Verga” racchiude in un’unica riga tutta la biografia ufficiale dello scrittore nell’autunno del 1920. La cartolina fu scritta pochissimi giorni dopo la firma del decreto reale, avvenuta il 3 ottobre 1920: Giosuè Saporita si è affrettato a scrivergli usando subito il nuovo, prestigioso titolo politico per omaggiarlo. L’indirizzo riporta la storica casa di Verga a Catania in Via Sant’Anna (all’angolo tra Via Sant’Anna e Via Garibaldi), dove lo scrittore visse gli anni della maturità e dove si spense nel 1922.

Il contesto culturale e geografico: Militello e il Verismo

La spedizione da Militello in Val di Catania non è casuale. Questa cittadina barocca è storicamente legata a figure intellettuali e letterarie di spicco della Sicilia orientale che orbitavano attorno al Verismo. La famiglia Saporita è storicamente una delle famiglie notabili e colte della zona. Nel 1920, la cittadina calatina vantava un forte fermento intellettuale, legato sia alla tradizione barocca sia alla vicinanza culturale con Catania, dove un ormai anziano Giovanni Verga si era ritirato a vivere stabilmente dal 1893.
Il fatto che Giosuè Saporita si definisse o agisse da “discepolo” o fervente ammiratore, inviando i suoi omaggi su una raffinata cartolina Liberty, dimostra proprio come i giovani intellettuali della provincia catanese continuassero a guardare al vecchio Maestro del Verismo come a un punto di riferimento assoluto negli ultimi anni della sua vita. Militello Val di Catania, Mineo (patria di Capuana) e Vizzini (patria di Mastro-don Gesualdo) formano il “triangolo d’oro” in cui il Verismo è nato e si è sviluppato, rendendo questo oggetto un tassello geografico e documentale di quel preciso panorama culturale.

Coerenza filatelica e valore collezionistico

Dal punto di vista filatelico, il 1920 è l’anno clou dell’utilizzo della serie ordinaria “Leoni” (da 5c e 10c) per coprire la tariffa interna di 15 centesimi, confermando che l’oggetto è totalmente autentico e integro dal punto di vista della storia postale. L’illustrazione con la “donnina” in stile Liberty (Art Nouveau) rimanda a quel gusto floreale, elegante e sinuoso tipico della produzione cartofila dei primi del Novecento.