A tavola con gli antichi romani: una ricerca rivoluziona ciò che sapevamo sulla dieta nell’area vesuviana

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ARCHEOLOGIA E DINTORNI 

A cura di Maria Cristina Torrisi

Sorpresa a Oplontis: il mare era a due passi, ma nei piatti prevalevano i prodotti della terra

Un recente e innovativo studio bioarcheologico, condotto dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Archaeological Science: Reports, ha svelato dettagli inediti e inattesi sulle abitudini alimentari e sulla vita quotidiana della popolazione vesuviana al momento della catastrofica eruzione del 79 d.C.

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Al centro della ricerca vi è una nuova analisi approfondita sui resti umani delle vittime rinvenute nell’ambiente 10 della cosiddetta “Villa B” di Oplontis (nell’odierna Torre Annunziata), un gruppo di persone che cercò invano di trovare salvezza rifugiandosi in un’area vicina all’antico porto.

I punti chiave della scoperta

1 Meno pesce, più terra: Nonostante la vicinanza immediata al mare, le analisi isotopiche sui resti scheletrici hanno dimostrato che la dieta degli abitanti non era incentrata sulle risorse marine come si sarebbe potuto ipotizzare. Al contrario, l’alimentazione era basata prevalentemente su risorse terrestri: un consumo massiccio di cereali, pane, legumi e prodotti dell’agricoltura locale, integrati da una componente proteica di origine animale.

2 Revisione del numero delle vittime: Grazie all’approccio multidisciplinare e alle tecniche di analisi avanzate, i ricercatori hanno potuto stabilire che il numero delle persone decedute in quel settore della villa era superiore rispetto a quanto stimato in precedenza.

3 Differenze sociali a tavola: Le analisi chimiche sui tessuti ossei hanno inoltre evidenziato la presenza di differenze nutrizionali e alimentari significative tra i singoli individui, offrendo uno spaccato complesso sulla stratificazione sociale e sulle differenti disponibilità economiche all’interno della comunità vesuviana antica.

Una finestra aperta sul mondo antico

Questa ricerca rappresenta solo il primo tassello di un più ampio programma di indagini scientifiche avviato dal Parco Archeologico di Pompei. L’obiettivo futuro è estendere l’approccio bioarcheologico e le analisi di laboratorio ad altri siti della “Grande Pompei”, tracciando un quadro sempre più dettagliato e veritiero della vita quotidiana, delle condizioni di salute e delle tradizioni gastronomiche degli antichi romani prima che la furia del Vesuvio cristallizzasse per sempre la loro storia.