BENESSERE
A cura di Federica Zanca
E’ una graminacea che supera il metro di altezza e cresce in ambienti umidi; i suoi fiori maschili e femminili sono raccolti in infiorescenze che pendono dalla sommità dello stelo principale. Essi sbocciano in piena estate tra i mesi di luglio e agosto.

L’avena selvatica ha una spiga di fiori di colore marrone rossiccio che si incurva verso il basso; ciò è indice della necessità di tornare alle proprie radici, di “ritornare a terra” e di interiorizzarsi profondamente per scoprire la realtà della propria natura e, di conseguenza, il senso e la direzione della propria vita.
Il tipo Wild Oat è sempre insoddisfatto e scontento, non riesce più ad essere felice e si tormenta alla ricerca continua del senso delle cose, della sua vocazione, del suo compito qui in questa vita.

Uno stato penoso e incomprensibile agli altri, i quali attribuiscono il suo comportamento ad una presunta incostanza, ossia alla mancanza di una volontà ferrea e decisiva. Se nello stato negativo il soggetto Vine aveva impresso un senso fittizio alla propria volontà per fuggire dall’insicurezza, nello stato negativo Wild Oat avverte in modo oscurato l’inadeguatezza della sua scelta.
Non riesce, cioè, a trovare un senso in quello che fa, non ha più mete da perseguire, non ha più niente da raggiungere, passa da un lavoro ad un altro cambiando continuamente e cercando ovunque senza però trovarlo, qualcosa che riempia il suo vuoto interiore.
Se, come il soggetto Cerato, cercava fuori di sé la verità, ora deve “tornare alla terra” al suo sangue, deve cercare nell’anima la sua guida e la sua volontà. Questo stato negativo è comunque una condizione “felice” dal punto di vista del Sé perché finalmente la persona si trova costretta a prendere atto della necessità di ritrovare se stessa prima e al di là di ogni altra cosa.
Anche Wild Oat così come i soggetti Cerato e Vine, ha un versante fisiologico nel normale sviluppo della persona; si tratta, cioè, di bambini prima e adolescenti poi, molto dotati a livello intellettivo e determinati, volitivi, particolarmente curiosi e intelligenti quando sono nel loro stato positivo.

Alcuni genitori non apprezzano, però, appieno, questa loro caparbietà e si fanno, invece, un punto d’onore nel frustrare ogni manifestazione di volontà e indipendenza di pensiero nel bimbo, considerandolo un’offesa alla loro autorità genitoriale.
Il bambino in questo modo si abitua a non fidarsi mai di se stesso, a dipendere sempre dalla volontà degli altri, diventando un Cerato insicuro, con le conseguenze annesse a questo stato.
Il fiore in questione è un rimedio che aiuta a individuare chiaramente la propria meta e a realizzarla, tuttavia non va usato con leggerezza poiché porta allo scoperto le pieghe più intime della personalità.


















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