Memorie: Impressioni di un viaggiatore inglese in Sud Italia e Sicilia
A cura di Rosangela Antonella Spina
(Editoriale Agorà 2014)

Il barocco dell’Italia meridionale ‘si esprime in tutta la sua ricchezza, con una profusione di immaginazione sfrenata, tronfia, quasi barbara, fuori da ogni controllo, come la natura stessa il barocco è fantastico, imprevisto, vario e grottesco, dal genio esuberante, e con manifestazioni che peccano di ostentazione, di pittoricismo chiaroscurale’: frasi e termini come in questo collage sono riconducibili a tutta l’ampia casistica di studi sul barocco che ha attraversato il XX secolo...
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Se non si è mai preparati alla scomparsa dei propri affetti, se la morte è sempre un’inesorabile separazione non è meno doloroso il venir meno di un intellettuale, di un filologo e di un teorico che la lunga frequenza di studio ci ha reso amico. Questo pensavo il 16 marzo quando giungeva la notizia della morte di Cesare Segre. I suoi saggi hanno accompagnato il mio percorso di formazione universitaria e rimangono imprescindibili strumenti per chi si dedichi agli studi letterari.
Una diffusa tradizione scolastica ci ha tramandato il nome della moglie di re Artù, come Ginevra di Cameliard. Ma a voler sbirciare con un po’d’attenzione nelle varie fonti, notiamo che non vi è alcuna concordia tra gli storici medievali sul suo vero nome e sulla sua famiglia d’origine. In Cornovaglia, infatti, il suo nome risulta Jenefer, nel Galles addirittura Gwenhwyfar, nel resto della Bretagna appare, a volte, (oltre che Ginevra, ovviamente ) come Guinevere o Gunevere e in Francia, abbiamo il più dolce Geneviève...
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