Cronaca di un’epoca – Nuove Edizioni Bohémien – Edizione Speciale – Marzo 2014
A cura di Graziella Graziano

Il palco della musica alla Villa Bellini di Catania
Spulciando la “Cronaca” di Cristoadoro ci si rende conto che il Carro era solo un momento del Carnevale catanese di fine ottocento. Infatti il grosso della popolazione era coinvolto nei Veglioni e nei balli che si tenevano sia in piazza che nei teatri.
I gestori dei teatri catanesi, il Comunale, il Nazionale, il Castagnola, l’Arena Pacini, il Massimo Bellini, tolte le sedie e le poltroncine dalla platea, addobbata la sala con luminarie e festoni, allestivano i veglioni con grande concorso di popolo, anche in maschera, allettato dai premi che venivano messi in palio dietro il contributo di una modesta somma...
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L’aria carnascialesca che anima questi giorni molte città, prima fra tutte Acireale, con la sontuosità dei carri e delle maschere, mi ha fatto venire in mente la semplicità e la modestia con cui venivano allestiti alla fine dell’800 i Carri di Carnevale a Catania, per rallegrare e divertire la popolazione.
Ritta sul suo cavallo bianco, con un’armatura coperta anch’essa da un mantello bianco, Giovanna D’Arco (Jeanne d’Arc) marciava lungo le strade della Francia, alla testa di un’armata sempre più vittoriosa sugli Inglesi e ovunque acclamata dal popolo che la chiamava la Pulzella (vergine). In mano teneva sempre uno stendardo bianco, trapuntato di fiordalisi, con al centro il nome di Gesù e di Maria.
Il Comune di Giarre sorge a metà strada tra le città di Catania e Taormina, e forma un importante polo urbano con la vicina Riposto alla quale, in epoca fascista, era acco...
Vorrei iniziare ricordando attraverso le parole di Antonino Cristoadoro, cronista catanese dell’800, le manifestazioni verificatesi a Catania nel 1882 a marzo in occasione del passaggio di Giuseppe Garibaldi ed a Giugno all’annuncio della sua morte.
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