MEMORIE
A cura di Salvo Germano
Il poeta dell’utopia estetica in terra italica: Venezia, Napoli, Capri, Siracusa, tra homoerotismo e angosce esistenziali.
Dal suo diario
riporto alcuni stralci:
3 giugno 1819
“Lo splendore della sua bellezza e la coscienza che egli ne ha lo rendono fatuo. Ma è fin troppo vero che, quando entra nella mia camera, mi abbaglia come la figura di un semidio, circondato da una corona di fiori sfavillanti.”
26 luglio1819
“Perché mi è impossibile amare le donne, perché bisogna nutrire inclinazioni funeste, che non saranno mai permesse, che non saranno mai reciprocate?
Sono assolutamente perduto. Non mi riconosco più.
Dimentico tutto, i miei studi, i miei amici, i miei genitori.”
15 agosto 1819
“Mi assicurava della sua amicizia, (Eduard) ma mi diceva ...
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