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MEMORIE

A cura di Graziella Graziano

Martedi 9 giugno sono stata ad Agira per l’inaugurazione del Palazzo Manmano- Gussio, a cura dell’attuale proprietario il dott. Orazio La Delfa.

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Alla presenza del sindaco, di autorità provinciali ed extra provinciali, di rappresentanti di Sicilia Antica, degli eredi della storica proprietà e di amici dopo la benedizione di padre La Giusa ed il taglio del nastro il dott. La Delfa ha illustrato sommariamente , prima della visita all’interno, le caratteristiche originali del manufatto, il rilevante recupero filologico a cui è stato sottoposto e l’importanza della famiglia che per 250 anni l’ha abitato.

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Il palazzo, un unicum nel suo genere in tutto l’entroterra siciliano, risale ai primi anni del 1600, costruito su un costone roccioso per cui l’ingresso non è simmetrico alla facciata, ma laterale. Dai documenti notarili è stata accertata la proprietà allo “Spettabile Mastro Giurato della valle di Noto” Domenico Trigona di Piazza Armerina ma sicuramente, essendogli pervenuto dall’avo Francesco sposato con una Raineri, quindi un bene dotale, originariamente sarà sicuramente appartenuto ad una famiglia agirina come i Raineri, i Serio o i Mei.

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Dopo i danni, non irreparabili, dovuti al terremoto del 1693 fu quasi abbandonato dai Trigona, anche perche importanti impegni istituzionali spostarono l’interesse della famiglia verso Palerm. Nel 1751 per 150 onze fu acquistato da Nicola Manmano da Castelluccio, che nel 1735 aveva sposato Agata Gussio di Agira, pronipote del vescovo di Catania Marcantonio Gussio, che riportò il palazzo all’antico splendore coadiuvato dai figli.

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Infatti mentre Nicola ricopriva a Mirabella la carica di Governatore baronale del principe Ignazio Biscari, i figli ad Agira avevano incarichi di prestigio sia in campo politico che religioso. Proprio l’ambiente elitario frequentato dai componenti della famiglia, che si spostavano tra Agira, Palermo e Napoli permise che Agira , un paese dell’entroterra con tutte le difficoltà di viabilità che possiamo immaginare, venisse a contatto con gusti e tendenze nuove che possiamo ritrovare negli affreschi del palazzo, soprattutto nel maestoso salone.

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Attraverso la scala si accede al piano nobile del palazzo con il suo susseguirsi di stanze, tutte con le volte magnificamente affrescate nei colori e nei disegni una diversa dall’altra. Ricordiamo per esempio la stanza adiacente all’alcova con disegni di giochi di bambini. Ma la sorpresa maggiore la riserva il salone, enorme e maestoso. La volta è affrescata al centro con il mito di Apollo e Dafne, segue una corposa fascia con riproduzione di eroi e di scoperte archeologiche riferentesi al mondo classico. Per finire un lungo drappeggio cala dall’alto sulle pareti come una quinta teatrale. In tutto questo non dimentichiamo le magnifiche porte originali di color avorio con bordature dorate.

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Merito del dott. Orazio La Delfa è stato quello di aver creduto nel suo sogno, di averlo perseguito con imponente impegno sia economico che fisico e mentale, di aver avuto la capacità di affidarsi a maestranze specializzate, di essere stato coadiuvato da una compagna attenta e preparata e di essere riuscito a riportare nel panorama culturale agirino un pezzo della sua storia.

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Documento che testimonia come Agata Gussio fosse la pronipote del vescovo di Catania Monsignor Marcantonio Gussio, vescovo dal 1650 al 1660.

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