ARTE
A cura di Giuseppe Dei Firrincieli
La materia, per il dipinto, è ciò che la bellezza è per L’Osservatore Entrambe hanno una peculiarità importante, la realtà avvicina ciò che appare distante! Vuoi esplorare, come l’arte Espressionista riesca a richiamare l’attenzione intellettiva degli ammiratori?
Da Amante dell’Arte ed in qualità di Docente di Comunicazione, aggiungo che l’analogia suddetta è perfetta. Si, un dipinto, che esprime curiosità e che ti porta ad una visione rapente, penetra sul pensiero e sull’attenzione, come una massa imponente che agisce sullo Spazio, ed anche nell’ Universo. Ecco che l’arte diventa un magnete nell’ ambito della comunicazione “socio visiva”. E qui, l’arte agisce come una lente gravitazionale, richiamando l’attenzione emozionale ed eliminando le distanze fisiche e temporali.

L’ammiratore viene attratto dalla voglia di capire e scrutare cosa vive in quella realtà espressionista. Si, sembra un’analogia divertente, ma l’ attenzione che agisce nello sguardo fa parte della vita della donna, dell’uomo, dei bambini, dei giovani e perfino degli animali; pensiamo quando un gatto che vede un uccellino, posarsi su un ramo di un albero, si blocca, sta fermo e non si stanca di osservarlo fino a quando il pennuto vola via.
Ecco che l’attenzione verso qualcosa di bello si avvicina, piegandosi come un libro, quando, col dito, premo fra due pagine, poste al centro, e noto che i due fogli si avvicinano. Due rette che sembrano parallele sulla copertina finiscono per incontrarsi al centro e proprio a causa della piega che provoco con la pressione del dito. Ecco! Il dipinto esprime attenzione e quindi? Vuol dire che sono io, come tanti amatori dell’arte, ad agire con forte desiderio di godermi e scrutare quel dipinto. L’ammiratore, quindi, viene prima attratto e poi?… conquistato!
L’alto interesse, volto alla peculiarità di un dipinto, senza ombra di dubbio, ce lo ritroviamo, senza se e senza ma, nella vera e profonda Arte Espressionista di Beatrice Nicosia. L’ Artista Beatrice è una rivelazione della pittura di alta qualità e che desta attenzione e curiosità, tanto è vero che con le sue opere, con le sue scintillanti cromie, con i suoi penetranti chiaroscuri, ci conduce in un labirinto, con le pareti arricchite di opere che esprimono immani pensieri, liberi e profondi, ma anche richiami alla difesa della Natura, alla difesa della vita, ad un sano modo di vivere, al bene sociale, ai sentimenti d’affetto, ai ricordi, alle passioni, alle storture e persino ai racconti di vita dei Santi; mentre, in alto del labirinto, scorgiamo il Cielo, il sole e i raggi di luce empi d’ amore. E giù? Si, a terra andiamo a scrutare persino il fondo del mare di Kamarina, dove percorrere i sentieri dell’archeologia della Polis Triskelion e ritrovarci i tesori della vita dei nostri avi. Guarda caso, non ci troviamo per nulla in difficoltà, ma è vero!!! In quel dedalo di viuzze senza sbocco, piace immergerci, con tanta voglia di non liberarci da quel groviglio, visto che il fascino visivo, lo si gode appieno e l’attenzione non viene per nulla infastidita.
La visione di quella Vena Artistica Espressionista esprime altre sensazioni, come quella di incontrare altri innamorati dell’Arte del pennello che vogliono condividere riflessioni e concetti, giudizi e opinioni. Ebbene, l’ arte di Beatrice Nicosia apre uno scenario particolare: “Il sinesteta Kandinsky” è presente nel laboratorio di creatività di Beatrice ed influenza la medesima artista, conducendola, con la sua mano, al genere di Espressionismo francese e donando al tocco del suo pennello, quella meravigliosa capacità di dare “Voce, Profumo ed Entità” ai colori e alle immagini, nonché a quell’ impulso creativo dell’ “Espressionismo Tattile Sensoriale”, tanto amato dalla stessa e, persino posto a sigillo della sua Identità di Artista.
Kandinsky è principalmente legato all’astrattismo, ma è stato anche il fondatore del movimento del “Der Blaue Reiter”; tale tendenza stilistica ha dato origine all’arte del Colore e della Forma, per esprimere emozioni e spiritualità, legando “Pittura Melodia Musica”. E la nostra artista ne fa tesoro della suddetta trinità estetica, tale “Impronta Emozionale”, diventa la chiave del palpito dei suoi dipinti, si: la verità spirituale interiore.
Ma adesso e per un po’ andiamo indietro nel tempo.
Ecco che, già a 16 anni, l’animo di Beatrice apre le porte della passione verso la tela, il pennello e i colori, ponendo, persino alle cromie, un significato chiaro: le tonalità cromatiche debbono accentuare ancora di più la voglia di infondere anelito di vita all’opera. Si le “nuance” cromatiche devono suscitare suggestioni empatiche, peraltro supportate da significati chiari e perfino eclettici. E Beatrice Nicosia, nel suo percorso artistico, affronta la vena dell’Astrattismo, si la tecnica usata, da lei, si distingue per un forte impatto materico, supportato da una suggestiva enfasi sensoriale; le sue opere, infatti, sprigionano una forte capacità comunicativa, sorretta da armoniose sorprese, e dovuta all’uso di colori densi ad olio, corposi e tali da provocare, sia approcci vibranti, che cromie intense, armoniche e brillanti. Ma la passione dell’ arte visiva di Beatrice, non finisce di sorprenderci e, con il suo Espressionismo tattile sensoriale, ci prende per mano, per continuare a curiosare nel “bello” della sua collezione antologica: Ancora due rarità di espressione di fascino, ce le ritroviamo nelle sue creazioni artistiche, l’artista si sperimenta nella realizzazione di opere in foglie di piante come il ficus, il nespolo, l’alloro, il mango, il cocus, buccia di cipolla, pale di ficodindia e poi su pelle di Orata essiccata e guscio di uova di struzzo, completando, così, vari cicli di percorsi artistici nel corso degli anni.
Ho fatto delle ricerche, mi ha incuriosito la ingegnosa pittura dell’Artista e, non c’è bisogno di andare in Cina dove queste varietà di opere, vanno alla grande. Si, in Sicilia, già nel 1500, nell’entroterra, venivano realizzati dipinti su pelli di pecore lavorate, su foglie larghe ed ampie come quelle del ficus e poi nelle zone costiere marine, su pelli essiccate di pesce. E… Penso proprio che: “Buon sangue non mente”; ci sarà stato qualche antenato artista di Beatrice Nicosia che le avrà trasmesso, nel suo DNA, anche questa tendenza di stile.
E’ vero, Beatrice Nicosia non finisce di stupirci, nel suo percorso artistico. Ed ecco che arriviamo al punto di ritrovarci davanti, opere espressioniste che richiamano stili trascorsi, del secolo scorso, tipo quello personalizzato dall’artista Edvard Munch, noto per aver dato alla pittura sensazioni umane, angoscia, dolore e vita interiore e che hanno calcato un modello, da definire anticipatore dell’Espressionismo. Le tele di Beatrice, presentano umori, animosità, grida di dolore e tanto voglia di reagire per quietare lo spirito e voglia di superare gli scogli della vita. Si, seguendo la Linea di Munch, le opere dell’artista Beatrice emanano, con forza e determinazione, le emozioni umane, come amore, paura, dolore, solitudine ed ansia, spesso legati a vita vissuta.
Ancora una performance stilistica significativa, che cattura l’ammiratore, emerge con tono esaltante: il ricco valore dei colori.
A coronare il suo amore per l’Arte Visiva, Beatrice Nicosia assume il ruolo di Espressionista a tutto tondo, si, la sua raffinata abilità, nell’esprimere visione creativa, pone in luce l’eccellenza, dell’uso del colore, non in modo delicato, ma da Prima Autrice e Interprete, di quel ruolo guida e dottrinale, ripercorre quella Vena Classica de “L’Art Visuel qui attire”, con le cromie fluttuanti che hanno anticipano l’Art Nouveau e l’espressionismo nordico.



















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