
Archeologia & Dintorni
A cura di Clara Artale
“Ieri, dopo pranzo, ho chiesto a mio padre di raccontarmi come ricorda l’Antico Mercato. Io sono così legata a questo posto perché a pochi metri da qui, in una casa di fronte, è nato il mio papà. Ha iniziato a narrare. Dentro la cancellata, al centro del cortile, c’era la pesa pubblica. Un piccolo cancelletto permetteva agli animali di entrare, adagiarsi sulla bilancia ed essere pesati. A volte, lui e i suoi amici d’infanzia, quando la pedana era libera e in attesa di una nuova pesata, saltavano su e si dondolavano un poco, così, per gioco. Nella rientranza vi erano dei banchi con su lastre di marmo rettangolari. Lì veniva esposto e venduto il pesce. Accanto vi erano i macellai. Nella rientranza opposta veniva venduta la frutta...
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Interpretare oggi un documento archeologico come monumento, suscita interrogativi su quale possa esserne il significato in una società dove l’atteggiamento diffuso nei confronti della valorizzazione e della fruizione del patrimonio storico e culturale sembra essersi risolto nell’archiviazione delle permanenze e nell’estraniazione dell’antico, isolato dal proprio contesto e reso spesso frammento incomprensibile.

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