CIRCOLO BOHÉMIEN: PRESENTATO IL LIBRO DI GIUSEPPE GRASSO LEANZA

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CIRCOLO BOHÉMIEN

A CURA DI REDAZIONE BOHEMIEN

È stato un incontro culturale di rilievo quello che ieri sera si è svolto nel salone del Collegio Santonoceto di Acireale. L’evento, che rappresenta la prima tappa per il 2023 del Circolo Bohémien – vetrina di questa Rivista – è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione Kdiem, presieduta da Nello Castorina.

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Ospite del Circolo Giuseppe Grasso Leanza, intervistato dalla scrittrice e giornalista Maria Cristina Torrisi in merito alla sua neo fatica letteraria: “DEuropa e di Sicilia: Annali di Aci-Reale 1734-1900 Studio sul pensiero politico (Algra Editore).

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Pubblicista e saggista, studioso di temi concernenti la formazione del pensiero politico in età moderna e contemporanea nonché il processo di integrazione europea, l’autore ha all’attivo diversi interessanti saggi.

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A tali preziosi lavori  si aggiunge  il corposo volume che, così come definito dalla Torrisi, è “testimonianza del suo pensiero colto e raffinato, dedito alla ricerca storiografica di temi specifici.Un libro complesso che tratta del processo di formazione del pensiero politico in Aci Reale dalla dinastia dei Borbone sino alla vigilia dell’ età giolittiana (e anche oltre)”.

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In merito, così si è espresso l’autore: <<La “piccola storia” di Aci-Reale presenta diversi aspetti di interesse per ogni studioso che voglia ampliare lo spettro di conoscenza della “grande storia”. Questo libro ha inteso raccontare – con ordine sistematico e manualistico – avvenimenti, personaggi e idee che hanno attraversato Aci-Reale nel Sette-Ottocento cogliendone la relazione di continuità con le grandi correnti storiche e culturali del tempo. Sotto questo profilo, la ricerca è stata feconda: illuminismo e romanticismo, liberalesimo e cattolicità, complessità, laicità e laicismo vi hanno trovato rappresentazione attraverso l’azione e il pensiero politico di tanti acesi, dal domenicano Mariano Leonardi al barone Michele Calì Sardo,  da Giovanni Maria Pasini a Giuseppe Seminara Scullica, a tanti altri. Di alcuni d’essi la storiografia municipalistica ha ignorato  il ricordo e il racconto, e lo ha fatto per varie ragioni: per partigianeria, per errore di metodo, per disinteresse… Questo è stato il punto di maggiore difficoltà, quello cioè di scoprire personalità acesi di rilievo, illustrandone il merito nonostante il silenzio,  il “mortifero lenzuolo del silenzio” da cui sono stati coperti (damnatio memoriae)>>.

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L’evento, molto apprezzato dal pubblico presente, è stato spunto di riflessione per molti interessanti interventi.

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