Quando la vita vince sulla violenza: il dono straordinario di Alessandra Bruno, uccisa a Misterbianco

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ATTUALITÀ

A cura di Maria Cristina Torrisi

C’è un momento in cui il dolore più cupo incrocia la luce più pura. Accade a Misterbianco, dove la comunità si trova a piangere l’ennesima vittima di una scia di sangue che sembra non avere fine: quella del femminicidio. Alessandra Bruno è stata uccisa dal marito. La sua vita è stata spezzata dalla furia brutale di un uomo che non ha accettato la sua libertà, la sua indipendenza, la sua dignità di donna.

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Lascia i figli, i familiari e un vuoto incolmabile. Ma la storia di Alessandra non si esaurisce nell’orrore della cronaca nera. Prima che la mano assassina decidesse per lei, Alessandra aveva già compiuto una scelta, in totale autonomia e con una lungimiranza che oggi suona come un testamento di straordinaria civiltà: aveva firmato il consenso alla donazione degli organi.

Mentre la macchina della giustizia fa il suo corso per accertare le responsabilità di una barbarie che lascia sgomenti, la macchina della vita si è messa in moto grazie al Centro Regionale per i Trapianti della Sicilia. Quello di Alessandra Bruno non è stato solo un atto medico, ma un rivoluzionario gesto d’amore.
Oggi, cinque persone possono guardare al futuro e continuare a vivere grazie a lei. Cinque famiglie hanno ricevuto un miracolo nato dal fango di una violenza cieca. Questo scatto d’orgoglio e di generosità trasforma il lutto in un messaggio politico e sociale potentissimo: laddove un uomo ha cercato di distruggere e annullare, una donna ha scelto di moltiplicare la vita.

Il caso ha scosso profondamente le istituzioni regionali, riaprendo il dibattito non solo sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di scardinare una cultura patriarcale e narcisistica, ma anche sull’importanza della solidarietà sociale in una terra, la Sicilia, che negli ultimi anni sta registrando passi da gigante nel campo della donazione degli organi.
Sul tragico evento è intervenuto l’ On. Nicola D’Agostino, Deputato regionale all’ARS e Componente della Commissione Sanità, che ha voluto esprimere il proprio cordoglio e una profonda riflessione sul valore del gesto di Alessandra Bruno:

La morte di Alessandra, vittima a Misterbianco dell’ennesimo atto di violenza mortale di un uomo su una donna, colpisce profondamente –si legge in una Sua nota -. Colpisce per la violenza con cui è stata spezzata una vita e per il dolore immenso lasciato ai suoi figli, alla sua famiglia e a quanti le hanno voluto bene. Ma anche perché purtroppo ripropone il tema della violenza fisica che la donna subisce quotidianamente, chissà in quanti milioni di contesti, e che non si riesce ancora a limitare. Una società maschilista malata, narcisista, egocentrica, che vive con continua frustrazione il nuovo ruolo di indipendenza che le donne si guadagnano, ma che registra ancora sottovalutazioni, complicità ed omertà.

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In una vicenda segnata da una barbarie che lascia sgomenti, c’è però un gesto che merita di essere ricordato. Questa donna ha dimostrato una forza ed una superiorità con una decisione presa precedentemente ed in autonomia, decidendo di donare i suoi organi, di essere parte della società malata che poi l’ha uccisa. Un gesto che oggi ha un doppio significato: di amore ed altruismo, ma anche di denuncia.

La donazione dei suoi organi consentirà a cinque persone di continuare a vivere. Cinque esistenze che potranno guardare al futuro grazie a una scelta di straordinaria generosità, grazie ad una sensibilità preziosa: la stessa che un uomo, brutale ed ignorante, ha spezzato perché non ne reggeva il confronto.

Di fronte a una perdita così ingiusta è difficile trovare parole adeguate. Ma sapere che da questo immenso dolore nascerà una nuova speranza per altre famiglie ci ricorda il valore profondo della solidarietà e del dono. Temi che in Sicilia da pochi anni stanno dando i frutti sperati attraverso il lavoro del Centro Regionale per i Trapianti diretto dal Dr Giorgio Battaglia.

Ad Alessandra va il nostro pensiero più sincero e rispettoso. Alla sua famiglia e ai suoi figli la vicinanza di un’intera comunidade. Il suo ricordo non può essere legato soltanto alla tragedia che l’ha colpita, ma anche alla forza di un gesto che oggi continua a generare vita.

Perché anche di fronte ai gesti più assurdi ed incomprensibili, che mai vorremmo registrare, possono emergere esempi di straordinaria umanità. E quello lasciato da Alessandra merita di essere ricordato”.