ACIREALE, SI ALZA IL SIPARIO CON “CHI È DI SCENA”

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Recensioni ed Eventi

A cura di Antonino Leotta

LUNEDI‘ 13 maggio alle ORE 17,30 presso il LICEO “REGINA ELENA” – con ingresso da Via Guido Gozzano n° 3 ACIREALE- si aprirà il sipario sulla IV EDIZIONE di “CHI E’ DI SCENA FESTIVAL DI TEATRO SCOLASTICO”.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’assessore alla Pubblica Istruzione PALMINA FRASCHILLA, il Capo-Settore ALFIO LICCIARDELLO e CARMELA BORZI’ responsabile del Servizio Diritto allo Studio, hanno superato – in producente sinergia – ogni difficoltà per la realizzazione di questo evento.

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Un Festival che riporta in primo piano gli alunni dei nostri e di altri Istituti Scolastici della nostra Isola, sempre graditissimi ospiti della nostra Città. Che, anche attraverso questi momenti, vuole riscoprire e continuare il proprio impegno nel panorama culturale.
La prima opera ad andare in scena sarà “VOCI DELL’INFERNO DANTESCO” presentata dai ragazzi-attori del Liceo Classico Europeo “Convitto M. CUTELLI” di Catania. Ascolteremo con interesse la rievocazione di queste “voci” provenienti dalla meravigliosa opera dantesca, dopo tanti secoli dall’esistenza dei vari personaggi. Ma, soprattutto, ci piacerà assistere alle manifestazioni espressive dei ragazzi di oggi che si sono impegnati a interpretarne i loro volti e il loro pensiero. Le vicende e i drammi che hanno contrassegnato quelle esistenze.

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Ritengo doveroso evidenziare qui la generosa accoglienza del Festival da parte del Liceo “Regina Elena”. Il Dirigente prof Sebastiano Raciti, gli Insegnanti e gli Alunni dell’Istituto, ci hanno spalancato subito le porte. Soprattutto hanno afferrato a volo la valenza culturale dell’evento. E l’apporto educativo dei contenuti e dell’interscambio di esperienza vissuta nei vari Istituti.

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Mi piace qui riportare un mio brano dal volume “Le prime tre edizioni del Festival del teatro scolastico ad Acireale”:
….”-ormai da decenni il “Teatro” è entrato con autorevolezza nelle attività scolastiche contribuendo notevolmente alle finalità educative.
In una attività teatrale a scuola, senza dubbio, i ragazzi iniziano un approccio con un testo. Che subito fanno proprio. Che elaborano caricandolo delle proprie emozioni. Provando ad esprimerlo, poi, con la forza delle loro convinzioni. Perché esprimersi è un diritto più che un desiderio di tutti. E, in questo segreto evolversi di una vicenda-tipo che viene vissuta, si sprigiona la capacità espressiva di un giovane attore o di una giovane attrice che lasciano scoprire una certa versatilità o, persino, una certa “competenza”. Aspetti che sorprendono senz’altro ogni spettatore.

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E quando, talvolta, il testo o la sceneggiatura vengono costruiti, elaborati o adattati nello stesso contesto scolastico, la scuola si eleva per la preziosità dell’impegno. Perché, proprio in queste occasioni, la scuola può diventare scuola di vita. Coinvolgendo tutte le capacità esistenziali dell’alunno, orientandole verso nuove convinzioni che danno un senso alla vita.
Un testo che nasce in classe, infatti, è una opportunità che offre una grande speranza per il futuro di una nuova generazione: scegliere di far propri dei contenuti, dei valori, degli obiettivi, delle mete. Costruirne i testi intrecciandoli in una trama. Impegnandosi a proporli con l’impiego delle proprie doti e qualità.
La rassegna teatrale “chi è di scena – Festival del Teatro Scolastico” ideata e proposta dal Comune di Acireale, offre agli alunni la possibilità di esprimersi. Ma anche la possibilità di confrontarsi con altri alunni provenienti da ambienti diversi e, soprattutto, di esibirsi dinanzi a una platea più vasta. Sottoponendosi anche al giudizio critico di una giuria esterna alla scuola.
E’ evidente, quindi, che l’alunno-attore si scopre impegnato ad offrire un volto e un’anima necessari per trasmettere i tesori di saggezza, di tradizioni, di usanze, di costumi, di riti. Motivandoli, nel mostrarli come tessuto vitale di diffusione del pensiero e del vigore espressivo.
Mi auguro che alunni e insegnanti, accompagnati da genitori e amici, attraverso l’espressione teatrale, tornino a portare nel nostro territorio una nuova ondata di umanità, di arte, di cultura, di reciprocità. Che ci aiuteranno a riscoprire i valori racchiusi nella nostra persona e i beni preziosi che possono scaturire da una più ampia condivisione”.