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PER SEMPRE GRAZIE, NINO

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IN PRIMO PIANO 

Il nostro caro Antonino Leotta, figura di riferimento per tutti noi e prezioso collaboratore di Nuove Edizioni Bohémien, ci ha lasciati. Amico leale e instancabile, Nino lascia un vuoto incolmabile: siamo profondamente sgomenti, ancora bisognosi di quell’affetto che ci ha donato senza riserve. Per noi non è stato solo un collaboratore, ma una guida luminosa, un padre, un amico, un fratello. Per sempre Grazie, Nino.”

Maria Cristina

Riportiamo lo scritto del figlio Luca, intriso di verità assoluta.

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“Impossibile trovare tutte le parole per renderne la grandezza. Questo è solo un pezzettino di tutto ciò che Leotta Antonino è stato per me e per tante persone:

“Come si dice, mio padre è stato un uomo buono. Nel senso più vero dell’aggettivo.
Un testimone attivo di...

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L’Anima sul Cavalletto: Splendori e Miserie dell’Artista nell’Ottocento

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Cronaca di un’epoca

A cura di Maria Cristina Torrisi

Il diciannovesimo secolo non è stato solo il secolo del vapore e delle ferrovie, ma il campo di battaglia su cui è nata l’idea dell’artista come lo intendiamo oggi: un individuo solitario, spesso incompreso, in perenne lotta tra il bisogno di pane e l’anelito alla libertà assoluta.
Per secoli, l’artista era stato un protetto. Papi, re e principi garantivano vitto, alloggio e commissioni.

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Con la caduta dell’Antico Regime, questa rete di protezione svanisce. L’artista dell’Ottocento si ritrova improvvisamente “libero”, ma è una libertà vertiginosa: deve vendere le proprie opere a una nuova classe sociale, la borghesia, che spesso non capisce le novità e cerca solo decorazioni rassicuranti per i propri salotti.
Nasce così l...

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CARAVAGGIO, POETA DELLA LUCE E REALISTA PURO

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ARTE

A cura di Maria Cristina Torrisi

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La vita di Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio (1571–1610), non fu solo quella di un pittore, ma di un vero e proprio romanzo d’appendice fatto di ombre profonde, lame affilate e una ricerca ossessiva della verità. Mentre i suoi contemporanei dipingevano figure angeliche e idealizzate, Caravaggio portò la strada nei palazzi della Chiesa. Usava come modelli prostitute, mendicanti e persone comuni, trasformandoli in santi e martiri.
La sua tecnica non era solo estetica, ma psicologica. Attraverso le sue opere la luce squarcia il buio per isolare il momento drammatico, come un riflettore su un palcoscenico.
Nelle opere è presente il realismo crudo: se un santo aveva i piedi sporchi, Caravaggio dipingeva i piedi sporchi...

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L’Etna come baricentro del mito: la lezione di Mario Pafumi

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RECENSIONI

A cura di Maria Cristina Torrisi

Nella costellazione delle pubblicazioni dedicate all’identità siciliana, il volume antologico di Mario Pafumi, “Leggende leggendarie dell’Etna e di Sicilia”, si distingue per un rigore che supera la semplice divulgazione folkloristica. Inserito nella collana “Sicilia nel cuore” dell’IC “De Roberto” di Zafferana Etnea curata dal prof. Salvatore Musumeci, il testo opera una necessaria saldatura tra l’evanescenza della tradizione orale e la stabilità della pagina scritta.

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L’autore non si limita a catalogare il meraviglioso; egli traccia una geografia sacra del Mongibello, dove i giganti delle viscere e le figure storiche trasfigurate dal mito cessano di essere curiosità d’antiquariato per farsi lenti d’ingrandimento sulla ps...

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A Perugia la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”

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ARTE

A cura di Francesca Bella

Dopo l’inaugurazione dello scorso 13 marzo, sarà visitabile fino al prossimo 14 giugno a Perugia presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, con sede a Palazzo dei Priori, in Corso Vannucci n. 19, la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”.

All’interno dell’esposizione, articolata in otto sezioni e curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, sono presenti più di sessanta opere, tra tavole, dipinti e documenti che raccontano il contesto storico – artistico che ha preso forma nel periodo compreso fra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento in Umbria. Oltre alle opere di Giotto, nella mostra sarà possibile ammirare anche quelle realizzate da Simone Martini e Pietro Lorenzetti.

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Queste le parole...

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